Il Dr. Bransford in SecondLife

All’incontro di ieri sera erano presenti circa 90 persone, molte delle quali provenienti dal mondo accademico.
Ecco la trascrizione.
“Salve a tutti. E grazie di essere venuti.
Bene… molte persone mi chiedono se i Multi User Virtual Environments (MUVE) alla SecondLife possano supportare un “apprendimento serio”.
Molto dipende dal design. Se il design è efficace la risposta è si.
Oggi ne vedremo uno molto semplice, un esempio di quello che io chiamo “design dell’età della pietra”.
Lo potete vedere qui sotto di me…

Consiste in un set di 8 stanze comunicanti. Vi prego di non andarci adesso, lo potrete fare più tardi.
Ora vedremo un filmato che mostra un gruppo di tre avatars a cui abbiamo dato un compito: attraversare le stanze nel minor tempo possibile.
Vediamolo… cliccate ‘play’
Bene, quello che abbiamo visto è un esempio molto semplice del tipo di apprendimento che cerchiamo: una combinazione di esperienza e discussione che ne consegue.
Quello che chiediamo alle persone dopo aver visto il video è: “Ti è stato di aiuto per imparare ad attraversare le stanze?” Molti rispondono di si. Altri invece che, secondo loro, ci sono modi più veloci di farlo. Abbiamo raccolto anche commenti del tipo “wow! non avevo capito che si potesse fare anche in quel modo”.
La discussione evidenzia come persone all’interno di un gruppo possano convincersi insieme di un certo modo di fare le cose, influenzandosi a vicenda. Altri invece possono decidere di fare a modo loro, per non perdere tempo. Si può allora discutere di come l’aver focalizzato sull’efficienza (fare presto), abbia influito su quello che le persone hanno potuto imparare dalla prova. La ricerca dell’efficienza ha spesso una grosso peso sul nostro modo di agire.
Ma c’è dell’altro oltre all’efficienza: c’è la capacità di osservazione.
Forse nel video non si vede bene, ma esplorando con attenzione le stanze, ci si accorge che ci sono una serie di diagrammi e grafici che possono essere d’aiuto per trovare modi più veloci per arrivare in fondo, per capire come le cose funzionano e perchè. Grazie a queste informazioni si riesce ad essere più efficienti e flessibili. Ad es. come mai alcune volte la porta si apre con una pressione diretta e altre no? Ci può venire in aiuto il diagramma che spiega come le differenze di temperatura influiscano sul volume delle porte di legno.
Nella demo abbiamo assistito ad una combinazione di “apprendimento per esperienza” e “apprendimento per descrizione”.
A scuola l’apprendimento avviene totalmente “per descrizione”: si ascolta, si legge, spesso senza nessuna esperienza pregressa di ciò che stiamo ascoltando o leggendo.
La prova delle 8 stanze permette invece di avere l’esperienza sufficiente per poter poi affrontare il cosiddetto ‘momento della discussione’. Ad esempio, gli studenti dopo la prova, sono sicuramente in grado di capire una lezione sull’importanza della capacità di osservazione, e di come questa venga spesso penalizzata da un’eccessiva enfasi sull’efficienza.

Ma torniamo all’idea dei MUVE come spazio di osservazione e di azione collettiva.
Se guardando le stanze vi viene da pensare “posso fare di meglio”, noi diciamo: fantastico; questo è uno dei vantaggi dell’azione collettiva.
E’ una cosa che abbiamo osservato spesso al LIFE. Siamo rimasti impressionati dalla grande creatività degli studenti. E crediamo che questa creatività esista un po’ dappertutto.
Il vero problema è trovare dei modi per riuscire a farla emergere.
Pensiamo alle compagnie aeree: in 100 anni si è passati dai primi fragili aerei agli attuali, incredibili jet di linea. L’education non ha avuto questo tipo sviluppo.
Immaginate ‘un’isola dell’innovazione’ in SecondLife, in cui collaborare a creare e sperimentare ambienti per accrescere la capacità di apprendimento.
Un modo di iniziare potrebbe essere un qualcosa di simile alle nostre stanze.
Tutti potrebbero usarle, farle meglio, fare studi e report. Alcuni dei nostri studenti al LIFE hanno già deciso di adottarle per testare la capacità di lavorare in team.
Ma pensiamo anche a cose più divertenti. Pensiamo ad una sorta di ambiente lunare in SL, in cui gli studenti abbiano il compito di creare un ecosistema sostenibile. O ad un nuovo tipo di giornale, da realizzare in team.
Bene, io mi fermo qui. Grazie a voi per essere venuti. E grazie a SecondLife per le incredibili possibilità che ci apre – costruire velocemente, testare, ridisegnare – Cominciamo ad esplorarle. ‘Là fuori’ c’è tanta creatività che aspetta solo di poter emergere.”
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