Giochi a World of Warcraft? Sei assunto!
La notizia è di qualche mese fa e non riguarda direttamente SecondLife, ma valeva la pena riportarla.
Alla fine del 2004, Stephen Gillett era in corsa per una posizione di senior management a Yahoo!. Stephen aveva ottime referenze: era stato responsabile per il backend di CNET ed aveva contribuito al lancio di un discreto numero di startups di successo. Ma aveva un’ulteriore qualifica che evidentemente non risultò di poco conto al nuovo datore di lavoro, e che fu decisiva per la scelta: Stephen era un top guild master in World of Warcraft, il popolare gioco di ruolo online.
[da Wired Magazine]
I videogiochi tendono ad essere etichettati (quando va bene) come innocui passatempi. Quello che però la maggior parte dei critici non considera è l’enorme potenziale dei videogiochi in un apprendimento di tipo esperienziale. A differenza di quello che succede con i libri di testo e l’attività in classe, nei giochi on line multiplayer (MMOG) si verifica quello che noi chiamiamo ‘accidental learning’. E’ learning to be invece che learning about.
Mentre l’apprendimento tradizionale si basa sull’esecuzione di compiti specifici, l’accidental learning si basa sull’errore. Le possibilità di fallire sono alte, ma i ‘costi’ sono bassi e l’apprendimento immediato.
I giochi di simulazione sono già da tempo strumenti eccellenti e di comprovata utilità per l’acquisizione di determinate abilità manuali. Basti pensare a X-Plane, un simulatore di volo per PC che è stato certificato dalla Federal Aviation Administration statunitense.
Ma l’accidental learning trascende l’apprendimento intenzionale. Quando dei giocatori di ruolo si uniscono in gruppo per intraprendere una quest, spesso devono tentare ripetutamente compiti particolarmente difficili prima di riuscire. Questo processo porta ad un radicale mutamento di come i giocatori percepiscono e reagiscono al mondo intorno a loro. Diventano più flessibili nel modo di pensare, più sensibili ai segnali circostanti. Il fatto che non pensino al gioco come a un addestramento è fondamentale: dal momento che l’esperienza diventa esplicitamente educativa, questa comincia a ‘compartimentalizzarsi’, perdendo la capacità di permeare i modelli comportamentali del giocatore e la sua visione dell’ambiente circostante.
In questo senso, il processo che porta a diventare un valido guild master in World of Warcraft, equivale in tutti i sensi ad un corso full-immersion di leadership. Una gilda è un insieme di giocatori che si uniscono per condividere conoscenze, risorse, forza lavoro. Soprattutto quando i giocatori sono tanti, al guild master sono richieste diverse abilità : potere di convincimento, capacità decisionale, capacità di attirare nuovi giocatori e addestrare gli ultimi arrivati, saper elaborare strategie di gruppo e dirimere questioni. Non di rado le gilde si sciolgono a causa di battibecchi o problemi organizzativi. Il Guild Master deve saper gestire queste situazioni, per non perder validi compagni di gioco che potrebbero passare a gilde rivali. Il fatto che tutto questo abbia luogo in un ambiente virtuale conta poco: le abilità acquisite sono perfettamente applicabili anche sul posto di lavoro.
E questo è esattamente il caso di Stephen. Ha accettato l’offerta di Yahoo! e ora ci lavora come senior director of engineering operations. “Prima ero abituato a preoccuparmi se non avevo da subito tutto il necessario per svolgere al meglio il mio lavoro. Ora ci penso come ad una quest. Essendo più capace di improvisare, riesco sempre a trovare persone e risorse e a portare a termine il lavoro”.
Questa storia – trasformare l’esperienza virtuale in successo nella vita reale – è destinata a diventare sempre più comune man mano che l’utenza dei videogiochi crescerà e questi diventeranno sempre più sofisticati.
Potrebbe non essere lontano il giorno in cui le aziende riceveranno curriculum con una riga del tipo: “Sciamano taurino di livello 60 in World of Warcraft”.
I datori di lavoro sono avvertiti.
[traduzione dall'originale di John Seely Brown e Douglas Thomas]
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