NonsoloSecondLife: Scuola3d

Pur essendo il più noto e popolato, Second Life non è certo nè il primo nè l’unico mondo virtuale esistente.

Tra le alternative, ne esiste una particolarmente interessante sul piano della didattica e non solo, dato che stiamo parlando di una realtà italiana.

Si tratta di Scuola3d, progetto dell’Istituto pedagogico di Bolzano.

Scuola3d è un mondo virtuale interamente dedicato al mondo dell’istruzione e formazione, basato su tecnologia Active Worlds. Scuole, enti di formazione e di ricerca, docenti, studenti e genitori possono partecipare a totale titolo gratuito, facendone richiesta all’Istituto.
Scuola3d è attivo già da qualche anno e molto attivi sono anche alcuni insegnanti che da tempo lo stanno usando per la didattica in classe. Già.. perchè Scuola3d, a differenza di Second Life, NON è vietato ai minori.
Qualche tempo fa sono andato… in trasferta su Scuola3D proprio per osservare le attività di una di queste insegnanti, Nicoletta Farmeschi. Nicoletta insegna all’Istituto Comprensivo “O. Vannini” di Castel del Piano(GR) ed usa Scuola3d con le sue classi della primaria.

Più di mille parole, vale questo video girato durante una sua attività sulle difficoltà ortografiche con bambini di 7 anni!…

Su YouTube potete trovare tanti altri video su Scuola3d, molti dei quali prodotti dalla stessa Nicoletta.

A Nicoletta abbiamo rivolto anche un bel pò di domande:

A:”Nicoletta, come e quando è iniziata la tua esperienza con i mondi virtuali e
in particolare con Scuola3d?”

N: “La mia esperienza con i mondi virtuali è iniziata l’estate di qualche anno fa. Sperimentai l’uso didattico di Italcity insieme ad un gruppo di docenti, i “Folli-creativi“. Era molto divertente: potevo consolidare i concetti spaziali in modo diverso, la possibilità creativa delle costruzioni era sorprendente,la rappresentazione reale poteva trasformarsi in simbolica con poca fatica, … ma l’ambiente sembrava poco sicuro: nell’autunno i moderatori mi facero entrare coi bambini “scortati” da loro stessi: credo che nessuno li avrebbe avvicinati…ma quando si lavora con i minori, la sicurezza non è mai troppa. Nacque la “Città del diritto“, un lavoro in collaborazione con altre scuole, già al secondo anno di attività comune, con docenti quindi, piuttosto affiatati.
Durante un convegno promosso dalla regione Sardegna sui mondi virtuali e chat3d, Derrick De Kerckhove si avvicinò incuriosito a quella particolare scuola ricreata dai miei alunni in Italcity e mi chiese non solo di visitarla, ma anche di mostrarla ai suoi studenti. La cosa divertente fu vedere Derrick assumere l’avatar del dinoccolato Pinocchio in Italcity. Non lo sapevo ancora, ma lui stesso con Luisanna Fiorini , entrambi anticipatori e precursori della didattica3d, avrebbero permesso la nascita del progetto ‘Mille modi per un mondo: 3d per costruire conoscenza’, che poi è Scuola3d.
Quando iniziò, mi ci buttai a capofitto; mi fu anche chiesto dall’Istituto Pedagogico di Bolzano di dare una mano, facilitando per quello che potevo, le attività degli insegnanti . Ne nacque una collaborazione che dura anche oggi spontaneamente: amo Scuola3d perchè è l’ambiente virtuale attualmente più idoneo all’educazione per vari motivi, non solo per la sicurezza.”

A:”Quali sono, a livello pedagogico, gli aspetti più interessanti?”

N:”Sicuramente la costruzione virtuale delle conoscenze è l’aspetto più affascinante: come si costruisce un concetto, una nozione che per sua natura è sempre astratta e trova concretezza solo nella mente umana? Eppure è proprio questa la sfida: ogni volta che a livello didattico si riesce a rendere concreto un elemento astratto, si facilita la conoscenza, la comprensione e la memoria.
Mi affascina la possibilità di riappropriarsi di quell’apprendimento senso-percettivo (o concreto-motorio, se vogliamo usare le parole del Piaget) che si perde a partire dal momento in cui i bambini imparano a leggere e a scrivere… e c’è una possibilità di recuperare anche coloro che per un motivo od un altro non riescono ad imparare con i tradizionali sistemi educativi: è un campo aperto, ancora da sperimentare.
Per evidenziare gli aspetti interessanti a livello pedagogico, riporto alcune parole di Carlo Crespellani. Egli afferma che i Mondi Attivi sono “…un trampolino per poter svolgere delle attività condivise, basate su processi percettivi, esplorazioni, scoperte, simili .. con il mondo reale….con corrispondenze … da scoprire e da esplicitare su mondi possibili, e su metafore visive.” E prosegue affermando che “Tra gli aspetti più significativi dei mondi virtuali c’è la capacità di interagire con l’ambiente inteso come luogo dentro cui ogni elemento acquisisce un significato… Le potenzialità di rappresentazione e fruizione degli spazi sono sconfinate..”
I miei alunni ed io abbiamo saltato “quel” trampolino diverse volte, sia nell’esplorazione di Scuola3d (ci sono varie musei stabili e ambienti adibiti all’apprendimento di alcune materie), sia nelle attività condivise e (qui aggiungo) di costruzione, in particolare. Ad esempio nella realizzazione del Paese di Grammatica gli scolari hanno reinterpretato dei concetti logici ma astratti costruendo spazi fisici-virtuali per imparare più facilmente: si sono preoccupati di disporre le varie regole grammaticali in vie, strade e piazze specifiche con le loro case ed i loro palazzi, hanno immaginato l’aspetto di preposizioni, avverbi…: hanno fatto propria l’esperienza simbolica in una ‘visione‘ che non si può dimenticare. L’aspetto creativo dei mondi virtuali è evidente: possiamo inventarci la realtà, crearla noi stessi, esserne autori, in una società che piuttosto spesso ci induce invece, all’ uso passivo di luoghi e spazi virtuali.
Forse poche persone, per ora, riescono ad immaginare quello che davvero può accadere nel mondo3d: al momento attuale vi sono ambienti che consentono di “immergersi” nella rappresentazione di concetti solitamente spiegati a scuola senza riferimenti alla realtà concreta; ecco quindi l’obiettivo “principe” del mondo virtuale: creare ambienti con gli studenti dove sia possibile “trovarsi dentro” le esperienze e non vederle da fuori come semplici spettatori: questo è sicuramente l’aspetto più rilevante in assoluto, il valore pedagogico dei mondi virtuali.”

A:”Quali sono, a parità di obiettivi didattici, i vantaggi di queste modalità rispetto alle tradizionali attività in classe?”

N:”Fino ad oggi le esperienze possibili a scuola erano di due tipi: indiretta e mediata dal docente, con i classici riferimenti alla realtà (immagini, foto, filmati); e diretta, con le visite guidate e le gite d’istruzione nei luoghi oggetti di studio, oppure con attività manipolative di vario genere (costruzione di modelli, simulazioni ecc..). Ovviamente il primo tipo era ed è ancora la modalità di conoscenza più frequente: le gite costano e richiedono molto tempo, le restanti attività portano via spazio alle spiegazioni e allo studio del tipo “ripetizione” dei concetti presentati.
I mondi virtuali possono attualmente consentire almeno quattro tipi differenti di conoscenza: l’anticipazione di esperienze reali per facilitare l’apprendimento (ad esempio la ricostruzione di un ambiente geografico che verrà poi visitato sul serio e di cui gli alunni sapranno già riconoscere diversi elementi); la sostituzione di una esperienza reale (ad es.,il Parco della Preistoria) che altrimenti non conoscerebbero mai direttamente o che richiederebbero lunghi spostamenti e costi elevati (vedi la visita alle Piramide Egizie); il parallelismo fra l’esperienza che si sta compiendo nella realtà e quella che si ricostruisce in contemporanea nel mondo virtuale (ad esempio così come si è proceduto in Leggere a 6 anni, o in Fata Maddalena nell’orto), che serve a concettualizzare e fare propria l’esperienza evitando la classica “ripetizione”, ma che induce in ogni caso all’interiorizzazione, richiede ugualmente capacità di analisi, di sintesi e riespositive; la teatralità dell’esperienza: un aspetto della realtà virtuale che non ho ancora approfondito abbastanza; riguarda la drammatizzazione di storie, fiabe, situazioni reali divertenti o di conflitto ecc… che possono essere “filmate”: il gioco sta nell’impossessarsi dell’avatar come di un attore o di un burattino di cui il bambino sceglie l’aspetto e che farà muovere e poi anche parlare con la sua stessa voce, in una scenografia condivisa con gli altri nell’ambiente3d, scenografia che può essere costruita da loro stessi, oppure semplicemente utilizzata, per la realizzazione filmica.
Qui l’argomento mi induce ad un’altra considerazione: c’è anche un’altra teatralità, che è quella del docente durante le attività d’insegnamento: con l’uso dei mondi virtuali nella didattica, le relazioni del processo insegnamento-apprendimento sembrano riappropriarsi di un equilibro originario: il docente non è un l’attore principale, ma è una guida e un riferimento sicuro che esplora insieme agli studenti (sono loro gli attori veri del personalissimo processo di crescita), i quali finiscono per apprezzare la conoscenza proprio perchè non imposta, ma scoperta quasi da soli e più facilmente interiorizzabile.
In generale, la costruzione degli ambienti virtuali nasce da obiettivi che di solito sono appresi in classe coi comuni mezzi (lavagna, gesso, quaderno). Con una didattica dei mondi virtuali si sovvertono gli strumenti: alla lavagna si preferisce lo schermo del pc, al gesso si sostituisce la macchina fotografica digitale, il registratore di suoni, il mouse e lo scanner, al quaderno e alla cartella, un’area di lavoro dove inserire disegni, foto, testi scritti e anche voci, suoni ecc…
Gli obiettivi sono gli stessi: è il metodo a cambiare; sono convinta che la scuola si sta rinnovando davvero e non perchè lo vogliono i ministri o la politica in generale, ma perchè sono diversi gli alunni a cui insegnamo prima di tutto e noi insegnanti siamo diversi. I vantaggi quindi possono essere notevoli, però evitando le esagerazioni: la nascita di una nuova didattica, saggiamente, non dimentica i vantaggi dei metodi tradizionali ben praticati: semmai li fa propri.”

A:”Lavorare nei Mondi Virtuali con bambini della primaria: Quali sono le reazioni, positive/negative dei bambini?”

N:”Le reazioni dei bambini sono sempre estremamente positive, come accade di solito, quando c’è di mezzo il computer. I Mondi Virtuali si avvicinano molto a giochi che essi ben conoscono, per cui i comandi principali sono acquisiti quasi istintivamente. Fino ad ora ho visto solo ed esclusivamente reazioni positive, anche perchè la didattica3d non esclude quella parte di conoscenze digitali, di cui gli alunni sono già “portatori” quando arrivano a scuola, ma invece tende ad inglobarle e farle proprie; in questa maniera spero di aiutarli a capire e a domininare meglio il loro presente; in ogni caso, andate a sentire cosa ne pensano i diretti interessati. Infatti prima di rispondere alle tue domande, Andrea, ho posto gli stessi quesiti a LORO: per me è stata una verifica indiretta!

Posso aggiungere che nei mondi virtuali, di solito i bambini sono molto più bravi che in classe e che ad esempio certe loro vere competenze legate all’acquisizione delle materie, ma anche alla crescita della personalità, che essi non avrebbero mai dimostrato sul quaderno, o in classe, vengono fuori proprio qua. Fra tutti, riporto solo qualche esperienza personale: nei giochi dei memory delle sillabe una bambina di prima elementare, che sembrava non aver ancora imparato nè a leggere nè a scrivere, completava le tessere per la composizione di parole con una sorprendente rapidità. Dentro di sè aveva già capito tutto, ma non lo sapeva! Un bambino iperattivo, di fronte alle mie attività restava concentrato per molto tempo e riusciva così bene a lavorare a Scuola3d, che finì per fare da guida anche agli altri; nel gioco di “come vuoi rappresentarti a Scuola3d” una volta uno dei miei alunni decise che sarebbe stato un neonato con gli occhiali: voleva essere come la sorellina appena nata, perchè tutti la consideravano molto più di lui, ma dopo un po’, decise che la cosa non gli interessava più di tanto: l’oggettivazione del suo problema gli aveva fatto capire che pure lui da piccolo, aveva avuto le stesse attenzioni. Insomma, spesso si sovvertono alcuni meccanismi per cui i bambini sembrano uscire da certe classificazioni e si dimostrano per quello che sarebbero veramente se la scuola potesse essere veramente diversa.Con questo non voglio dire che i mondi virtuali siano la risoluzione di tutti i problemi, ma di sicuro possono consentire una metodologia più attenta e più vicina al modo di apprendere tipico dei bambini, nella primaria e più semplice per quelli della secondaria.”

A:”Come reagisce l’ambiente scuola/genitori all’utilizzo di strumenti di questo genere?”

N:”Nella mia scuola, il Dirigente ha sempre seguito con occhio attento i miei progetti legati alla sperimentazione di una nuova metodologia. I colleghi, dapprima restii, poco alla volta hanno superato le remore, e hanno imparato a lasciare entrare strumenti nuovi per le applicazioni didattiche. Non a caso la dimostrazione di un percorso differente, cui si è arrivati poco alla volta è nel Giornalino on-line di giugno 2009, dove ogni classe ha tentato di documentare in modo completo i percorsi didattici.Con questo non voglio dire che ho convinto tutti a lavorare nel mondo3d, ma di sicuro guardano alla tecnologia e ai mondi virtuali con meno soggezione e con occhio più obiettivo.
L’utilizzo di strumenti, quali i mondi virtuali va spiegato con pazienza ai genitori: si informano sulla programmazione e si chiarisce il metodo. Di fronte a Scuola3d, si sentono molto rassicurati come me del resto, dalla presenza dell’Isituto Pedagogico di Bolzano che porta avanti un progetto veramente innovativo. Sono invitati a partecipare e una buona parte di loro si iscrive a Scuola3d, per vedere le costruzioni dei figli; oppure collabora indirettamente, mandando i figli a scuola con la macchina fotografica digitale, il cellulare per le foto, l’mp3 per risentire o rivedere a casa la playlist dei file audio e video.
A volte hanno creato dei progetti propri, ritrovandosi autonomamente a scuola o nelle abitazioni private e hanno contribuito alle costruzioni come nel caso del progetto “Casteldelpiano, tra realtà, storia e fantasia“: essi , con un lavoro indipendente decisero cosa avrebbero dovuto ritrovare i figli dell’ambiente amiatino, a Scuola3d e impararono le tecniche di costruzione in AW; realizzarono ambienti di cui anche oggi a distanza di tempo, usufruiscono gli alunni.”

A:”Tuoi altri progetti in corso e futuri?”

N:”La scuola è iniziata ancora da pochi mesi. Sono ripartita dall’esplorazione del mondo con le costruzioni già completate: il Gioco dell’oca delle difficoltà ortografiche e l’uso di tutti i giochi3d che aiutano a formare le parole. Prevedo la creazione di giochi virtuali per la composizione di frasi più semplici e complesse (che avvieranno all’analisi logica) e quindi l’uso del Paese di Grammatica a Scuola3d e il suo completamento; avvio ai concetti storici attraverso alcune “visite guidate”.
Proseguiremo un lavoro iniziato l’anno scolastico passato con una scuola di Cesena (una seconda superiore) e il suo insegnante Gioacchino Colombrita: abbiamo guidato gli alunni a SL, nella galleria digitale di Paolino. L’uso del videoproiettore è stato necessario, per consentire la visita, perchè i bambini di fatto non sono MAI entrati a SL, in quanto proibita ai minorenni; poi abbiamo messo a confronto quell’ambiente con la Galleria MRX, presente a Scuola3d e che essi hanno contribuito a costruire, perchè a differenza che in Sl, qui essi entrano e lavorono regolarmente. Dall’analisi delle opere di due artisti così differenti, sono scaturite tutta una serie di foto alla maniera del dinamismo cosmico di Paolino e sull’argomento della memoria, come un teatro da rivisitare sulla base dell’insegnamento di MRX, che gli alunni hanno anche intervistato in differita. Eravamo già a buon punto se la scuola non fosse finita a giugno. Adesso stiamo lavorando alla Galleria XYZ, che conterrà i prodotti di ogni alunno e dove i risultati saranno degli autoritratti sul filo della memoria e del tempo che scorre, in 3d….vedremo cosa ne nasce…
Per il futuro prossimo non nego che il “paesaggio” dei mondi virtuali stia cambiando enormemente e Scuola3d che pure ha il vantaggio di essere molto stabile, è basata su di una tecnologia parzialmente superata dalle attuali OpenSim. Scuola3d continuerà ad essere al centro della mia attività didattica per la sua facilità d’uso, la gratuità, la sicurezza, il modo semplice di costruire, ma certo non si può negare che la bellezza grafica e la vicinanza con la realtà di Second Life siano molto più attraenti e opensim sta diventando anche migliore…
Proprio per queste considerazioni mi sto avvicinando alla loro scoperta: durante l’estate ho partecipato come beta tester alla sperimentazione di ‘SecondLearning World‘, mondo virtuale orientato alla didattica, basato su OpenSim, che proprio grazie a te, Andrea, è nato nei server dell’ANSAS di Firenze: non dimentichiamo che proprio tu sei una delle prime persone che si è occupata di didattica nei mondi virtuali in Italia.

A SLW spero di portare presto i bambini coinvolgendoli nel primo progetto italiano che vede unita la tecnica completamente nuova, di un ingegnere perugino (Geordie Robbiani in Slw, Luca Galletti in rl, che attraverso l’uso pubblico delle rilevazioni satellitari ha ricostruito l’ambiente del Monte Amiata), ad un percorso educativo in preparazione per gli alunni di 3° e poi in prosecuzione, di 4° e 5° elementare, che parte dalla conoscenza virtuale dell’ambiente e si compenetra con quella reale, ai fini della realizzazione dell’”Ecomuseo virtuale dell’Amiata“. Al progetto lavora anche l’Istituto Professionale di Stato Iris Versare di Cesena, la cui classe 3°bss farà da tutor alle mie due classi terze. Per il momento il mondo non è ancora aperto agli studenti, quindi è ancora quasi tutto nella mente dei docenti, a parte qualche gioco virtuale in costruzione per accoglierli in modo divertente.

Invito a vedere una playlist di soli 4 video che mostrano alcuni ambienti creati dai bambini sulla base di progetti originali e altri creati invece per loro da professionsti per imparare. I video non chiariscono bene come si è giunti a quelle costruzioni particolari, ma sono sicuramente molto suggestivi.”