“Vuole le patatine con questo eLearning?”

MacDonald’sUn parallelismo interessante e divertente tra l’attuale industria dell’eLearning e l’industria dei fast food.

Dal libro di Clark Aldrich
Simulations and the future of eLearning.





[...] di fatto, ad oggi, l’eLearning ha fatto all’apprendimento quello che i fast food hanno fatto all’alimentazione.

Consideriamo questi principi di base:

  • Scopo del cibo è quello di nutrirci
  • Obiettivo dell’eLearning in qualsiasi tipo di organizzazione (aziendale, scolastica o governativa) è quello di aumentare la produttività  dei suoi membri

Per decenni, l’industria del fast food si è disinteressata della salute dei suoi consumatori.
I prodotti, dall’hamburger al pollo, hanno rispettato esclusivamente le esigenze dei produttori. Il cibo doveva essere sempre lo stesso, indipendentemente dalla città , regione o continente in cui ci si trovasse.
Il design dei ristoranti è modulare, con un set di configurazioni che possono adattarsi ad un gran numero di strutture. Le portate del menu devono essere facili da consumare, e non richiedere nessun tipo di utensile. Le catene di fast food cercano costantemente di ridurre i tempi di attesa. C’è una ricerca costante su ogni prodotto perchè sia sempre più a basso costo e ad alto profitto.

L’eLearning, in maniera molto simile, si è focalizzato su una serie di fattori che poco hanno a che fare con il suo obiettivo primario. La forza ispiratrice è stata la mentalità  dot-com.
Il contenuto doveva passare attraverso il Web. Doveva essere fruibile anche dai computer meno potenti e con connessioni internet minime.
E, naturalmente, doveva essere a basso costo e ad alto profitto.

Il cuore dell’offerta dei fast food è rappresentato da hamburger, pollo e patate fritte.
Il cuore dell’offerta dell’eLearning è rappresentato da Classi Virtuali e Learning Objects.

Sia l’eLearning che i fast food hanno cambiato il ruolo degli intermediari: il modello franchising, usato da MacDonald’s e altre catene di ristoranti, ha incrementato l’influenza delle corporation su un sempre maggior numero di persone, offrendo la prospettiva di un rischio sempre più basso. Rinunciando a buona parte delle loro libertà, le filiali locali possono contare su processi supercollaudati che fanno aumentare la produttività .

Allo stesso modo, nei tardi anni 80, un proliferare di authoring tools ha dato ai formatori più potere di offerta, in cambio di una serie di restrizioni sulle strutture e le modalità .
Questi strumenti hanno permesso ai formatori di raggiungere un sempre maggior numero di persone, a patto di essere disposti a seguire processi altamente strutturati e codificati.

Nell’industria dei fast food, la rapida evoluzione dei sistemi di congelamento, immagazzinamento e trasporto ha profondamente cambiato i prodotti che mangiamo. Le catene di ristoranti capirono che potevano produrre in massa il cibo in grandi fabbriche, pur sacrificando il valore nutrizionale. Distribuire questi hamburger e panini congelati assicurava un maggior margine di profitto ed una maggiore uniformità di prodotto rispetto alla preparazione di cibo fresco sul posto da parte dei produttori locali.

In maniera molto simile, il proliferare di Internet e degli accessi Internet nei primi anni 90, ha profondamente trasformato i contenuti didattici. I fornitori di contenuti capirono che togliendo il contenuto animato, video e suoni compresi, avrebbero potuto distribuire contenuti a più persone ad un costo più basso.

Naturalmente, questo elevato grado di automazione e scalabilità  richiedeva processi rigidi e tools dedicati. Le cucine nelle catene di fast food sono diventate sempre più complicate e costose, e hanno permesso sempre meno deviazioni dalle regole prestabilite, fino a permettere uno ed un solo modo di fare una certa cosa. Il tutto ha richiesto un alto grado di standardizzazione degli input e degli output.

I Learning Management Systems (LMS) hanno avuro questo ruolo nell’eLearning. Questi sono diventati sempre più complicati e costosi da implementare. I LMS permettono sempre meno deviazioni dalle regole prestabilite, e richiedono assolutamente input e output altamente standardizzati. Standard come SCORM e AICC richiedono codici e criteri specifici per interfacciarsi con i LMS.

[...]

Il numero delle similitudini tra le catene di fast food e l’eLearning è impressionante.
Ma c’è un aspetto nel quale invece la differenza è enorme: McDonald’s e le altre catene si rivolgono e vendono direttamente alla persona che mangia l’hamburger. Questo li porta per lo meno a preoccuparsi dei gusti a breve termine del pubblico.

Invece pochi fornitori di eLearning vendono la loro merce direttamente a chi ne farà  uso. Amazon non ha in catalogo neanche un singolo Learning Object. I fornitori di eLearning generalmente vendono ad organizzazioni intermediarie, che lo proporranno ad altri senza averlo mai sperimentato su se stessi.

Ecco quindi la sfida: produrre contenuto appetibile al consumatore finale dovrà  essere la più importante lezione da imparare per l’industria dell’eLearning.

Clark Aldrich è autore, consulente e progettista. Ha fondato SimuLearn, azienda leader nel campo delle simulazioni didattiche. Ha guidato il team di progettazione e sviluppo di Virtual Leader ed è autore dei libri Simulations and the Future of Learning e Learning by Doing: A Comprehensive Guide to Simulations, Computer Games, and Pedagogy in e-Learning and Other Educational Experiences.